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18/08/2016 | 16:05

Abbiamo raccontato la storia di Francesco, un ragazzo cieco e con un grave deficit mentale e dei suoi genitori, disoccupati e presto senza una casa, che hanno scritto alla nostra redazione per chiedere aiuto. Oggi, arriva la risposta del primo cittadino di Galatone


Livio Nisi - sindaco di Galatone


Galatone. La storia di Francesco l’avevamo raccontata ieri sulle pagine di Leccenews24. Il padre e la madre, disoccupati e con uno sfratto esecutivo pendente sulla loro abitazione, avevano chiesto aiuto alla nostra redazione perché si facesse interprete della situazione di disagio in cui vivono. Dovranno lasciare l’appartamento il prossimo 20 settembre e non è facile trovare un tetto che li accolga senza un lavoro a fare da garanzia. Oggi, sulla questione, interviene direttamente il primo cittadino di Galatone.
  
«Conosciamo benissimo la storia di Francesco e della sua famiglia e sono anni che seguiamo con attenzione e impegno la vicenda». Parole decise quelle del sindaco, Livio Nisi che non solo risponde alla sollecitazione di Leccenews24, ma assicura l'impegno della sua amministrazione comunale.
  
«Il problema – spiega Nisi – riguarda la possibilità di trovare un lavoro stabile per i genitori del ragazzo, purtroppo ci troviamo dinanzi ad una situazione grave che mette insieme disagio sociale, problemi di salute e difficoltà economiche. Per un sindaco non è possibile inventare un lavoro, quello che possiamo fare e che abbiamo già fatto consiste nel creare una rete di solidarietà nella speranza che si possa trovare un'occupazione in grado di far conciliare lavoro e tempo da dedicare alle cure del ragazzo. Francesco, data la situazione di salute, ha bisogno di essere seguito costantemente, in pratica si tratta di un'assistenza quotidiana e continuativa che non consente l'allontanamento per molte ore». Il ragazzo che compirà 14 anni a breve è cieco e soffre di un gravissimo deficit mentale.
  
«Si intuisce – continua Nisi - che è molto difficile trovare un datore di lavoro disposto ad assecondare molteplici esigenze. Da qui l'intervento dell'amministrazione che ha tentato di inserire la madre del ragazzo nell'attività di servizio sociale di cui è esperta e il padre in un'attività coordinata dal Comune per due ore al giorno. Il resto è oltre le nostre forze».
  
«Ciò non toglie - conclude il sindaco Nisi - che ci daremo continuamente da fare perché la storia di Francesco ci è a cuore come amministratori, come genitori e come persone. È questo il momento in cui una collettività deve stringersi e sentirsi unita intorno ai problemi di chi soffre. Galatone è una grande città, ma non una metropoli sarà facile incontrarci e parlare seriamente di questa vicenda».  




Autore: A cura della Redazione

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